Posts by category: C#

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Non commentare il codice, rendilo più leggibile con le Fluent Interface

Ad ognuno di noi sarà capitato almeno una volta di leggere una porzione di codice e di non riuscire a capirne la logica. Tra le cause oltre al cattivo design c’è quasi sempre la mancanza di commenti o di documentazione. Ma quanti di noi commentano il codice che scrivono? Intendiamoci è una buona regola commentare il codice, ma è un’attività talmente noiosa che diventa inutile se poi non manteniamo il commento aggiornato.
Vediamo allora come applicando le “Fluent Interface” possiamo scrivere del codice che si commenta da solo!

Una interfaccia è “fluente” quando ci consente di rendere il codice implementativo leggibile come le righe di un romanzo oppure come le strofe di una poesia. Tale caratteristica non è soggettiva, ma si può ottenere facilmente partendo dalla tecnica del method chaining.

Il method chaining, ovvero la possibilità di concatenare le chiamate ai metodi di una interfaccia, si ottiene definendo come valore di ritorno l’istanza corrente della classe a cui appartiene il metodo.

Con un po’ di codice tutto sarà più chiaro. Vediamo quindi un esempio di interfaccia non “fluente” che riguarda la prenotazione di un biglietto ferroviario. Partiamo con la classe Train:

Nel codice cliente andiamo poi a prenotare il biglietto per un particolare treno:

Come possiamo notare il codice non è per niente leggibile, dobbiamo infatti ricorrere alla definizione del costruttore della classe per capire il significato dei parametri passati.

Grazie agli object initializer introdotti con la versione 3.0 di C# il codice si fa più chiaro, ma rimane ancora pesante da leggere:

Vediamo quindi come una interfaccia “fluente” può rendere questo codice più leggibile:

Vediamo come cambia il nostro codice cliente per quanto riguarda la prenotazione di un biglietto ferroviario:

Possiamo migliorare ancora trasformando il metodo Nr in una “static factory”, ovvero implementando al suo interno la creazione di una istanza della classe Train, così:

La differenza rispetto al codice di prima è minima, ma evidente:

In conclusione ci sono molti modi per aiutare noi stessi e altri programmatori a capire che cosa fa il nostro codice, il più importante di tutti rimane sempre il commento, ma le fluent interface sono un valido alleato per combattere le lunghe sedute davanti al reflector!

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MEF in Action: slide e codice dell’evento

Grande partecipazione ieri sera all’hands on lab organizzato da 1nn0va presso il Consorzio Universitario di Pordenone. Di seguito potete trovare le slide e il codice della mia sessione sul Managed Extensibility Framework.

Nota: Per eseguire il programma è necessario verificare i percorsi del file database che trovate nell’App.Config, del foglio excel all’interno del progetto HelloMEF.Plugin e il percorso della cartella dove caricare i plugin all’interno del progetto principale HelloMEF.

 

Codice di esempio pronto per il download >>
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AntiPatterns, i vizi del programmatore: slide e codice

Ho pubblicato su slideshare le slide dell’evento 1nn0va di venerdì sera. Per chi fosse interessato sono disponibili per il download i progetti di esempio, trovate il link qui sotto dopo la presentazione.

 

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Managed Extensibility Framework (MEF)

Come posso sviluppare un’applicazione che tenga conto di codice non ancora scritto?
Come posso estendere la mia applicazione senza doverla ridistribuire ogni volta?
Con l’aiuto di MEF posso fare questo e molto altro!

Managed Extensibility Framework (o MEF) è una libreria tutta nuova distribuita con il .NET Framework 4.0 sviluppata per risolvere problemi di estendibilità delle applicazioni, ovvero per poter strutturare in modo rapido e trasparente un’architettura a plug-in.

mef

Come funziona MEF

MEF riesce a comporre le parti di un sistema con architettura a plug-in grazie a due specifiche:

  • Una coppia di attributi [Import]/[Export]. [Import] viene utilizzato per decorare le parti dell’applicazione che espongono un servizio, mentre [Export] definisce le implementazioni di quel servizio (i plug-in appunto)
  • Un catalogo che definisce dove MEF deve cercare per trovare le implementazioni da associare al servizio definito nell’applicazione
MEF_Diagram

MEF in Action: un esempio

Vogliamo sviluppare un’applicazione che visualizzi all’utente una serie di notizie provenienti da fonti diverse, le fonti devo poterle caricare a runtime.

Prima di tutto devo indicare a MEF il “punto di estensione” dell’applicazione, ovvero una proprietà IEnumerable generica con tipo l’interfaccia che i vari plug-in dovranno poi implementare e lo faccio semplicemente decorando la proprietà con l’attributo [ImportMany].

Ed ecco l’interfaccia definita in un assembly esterno.

Creiamo poi un plug-in che implementi questa interfaccia. Per indicare a MEF che si tratta di un plug-in dell’applicazione devo decorare la classe che implementa il servizio con l’attributo [Export]

Come ultimo passaggio devo indicare a MEF come trovare i plug-in. Devo definire un catalogo, che nel nostro esempio sarà di tipo Directory, devo creare un container su quel catalogo e utilizzarlo per comporre le parti del sistema (ovvero associare le implementazioni definite con [Export] al contratto definito con [ImportMany].

Nel main possiamo quindi utilizzare il servizio:

A questo punto possiamo definire altri plug-in e sarà sufficiente caricare gli assembly nella directory dell’applicazione per poterli eseguire.

Riferimenti:

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Community Meeting: 1nn0va presenta gli AntiPatterns, i vizi del programmatore

Venerdì 26 novembre 2010 nuovo appuntamento con 1nn0va per un interessante meeting in due sessioni. Nella prima con il mio amico Marco scopriremo il linguaggio F#, cos’è, da dove nasce, come si scrive in F# e perchè tanti lo stanno apprezzando più di C#… Una sessione assolutamente da non perdere!
Nella seconda sessione avrò il piacere di mostrarvi le ultimissime novità dal mondo .NET. Vedremo come possiamo applicarle da subito per perdere quei vizi da programmatore che passano sotto il nome di AntiPatterns.

L’evento è gratuito e per partecipare potete iscrivervi direttamente da qui.

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Refactoring: sostituire lo switch con il polimorfismo

Lo switch viene spesso utilizzato assieme ad un enumerativo per specificare porzioni di codice da eseguire in base al valore di una determinata variabile. L’utilizzo di tale costrutto rende però il nostro codice rigido e poco mantenibile perché all’aggiunta di un nuovo valore siamo costretti ad aggiornare sia l’enumerativo che lo switch.
Vediamo allora come con un refactoring object-oriented possiamo sostituire lo switch per rendere il nostro codice più flessibile, mantenibile e pulito.

Nell’esempio seguente abbiamo creato una classe MSOfficeLicence con un metodo Price che tramite uno switch ritorna il prezzo di una licenza Office in base al tipo (Home o Business):

Proviamo ad applicare il polimorfismo e quindi rendiamo la classe MSOfficeLicence e il metodo Price astratti e creiamo una classe derivata per ogni tipo di licenza:

Ecco che tolto lo switch possiamo aggiungere nuovi tipi di licenza semplicemente creando una nuova derivata che esegue l’override del metodo Price. La logica del codice client deciderà quindi quale licenza istanziare magari tramite una factory o semplicemente tramite dependency injection:

Nota: I prezzi sono solo a titolo di esempio 🙂

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Chiudere il tag img con una regular expression in C#

Rispetto al vecchio html, il linguaggio xhtml richiede che tutti tag siano chiusi. Capita a volte utilizzando degli editor hml che questa regola non venga applicata alle immagini. Ecco allora come possiamo, attraverso una semplice regular expression, chiudere automaticamente il tag img:

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Trim di un array di stringhe con una sola riga di codice

L’altro giorno stavo cercando un modo veloce per eseguire il “Trim” degli elementi di un array di stringhe. Analizzando la classe Array mi sono imbattuto nel metodo Array.ForEach. Questo metodo sembrava proprio fare al caso mio, in quanto permette di eseguire una Action per ogni elemento dell’array, purtroppo però come il classico foreach non permette di modificare gli elementi dell’insieme che stiamo scorrendo.
Sicuro di trovare all’interno della classe Array la soluzione al mio problema ho continuato a cercare fino alla scoperta del metodo Array.ConvertAll. Questo metodo esegue la conversione di tipo fra array permettendo di specificare come parametro la funzione di conversione. Forse non l’ho utilizzato per il motivo per cui è stato sviluppato, ma in definitiva mi ha permesso di ottenere lo scopo con una sola riga di codice (04-06):

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Distinct con LINQ

Se vogliamo ottenere con LINQ una lista di elementi senza duplicati possiamo utilizzare il metodo Distinct<T>() dell’interfaccia IEnumerable<T> nel seguente modo:

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Come inizializzare una Hashtable in C# 3.0

Tra le novità introdotte dalla versione 3.0 del .NET framework troviamo gli “Initializers” normalmente utilizzati per inizializzare le proprietà di un oggetto direttamente nella chiamata al costruttore, ad esempio:

Analogamente possiamo utilizzare la stessa funzionalità anche per le collezioni e nello specifico vediamo come inizializzare una Hashtable:

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